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TELEVISIONE > 1974 - MILLELUCI |
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1974 - Milleluci |
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Testi di Roberto Lerici e Antonello Falqui |
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Orchestra diretta da Gianni Ferrio |
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Coreografie di Gino Landi |
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Scene di Cesarini da Senigallia |
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Costumi di Corrado Colabucci |
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Luci di Corrado Bartoloni |
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Regia di Antonello Falqui |
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Sigla iniziale: "Din don dan" (Raffaella Carrà) |
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Sigla finale: "Non gioco più" (Mina) |
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Ogni puntata dello show punta le "milleluci" su un tema di spettacolo: - La “Radio” (prima puntata); - Il “Cafè Chantant” (seconda puntata); - La “Rivista” (terza puntata); - La “Televisione” (quarta puntata); - L’ “Avanspettacolo” (quinta puntata); - Il “Cabaret” (sesta puntata); - Il “Musical” (settima puntata); - L’ “Operetta” (ottava puntata). L’aspetto che colpisce maggiormente il pubblico italiano è l’accostamento delle due conduttrici del varietà: Mina (la regina della canzone) e Raffaella Carrà (la soubrette, tanto amata da nonni, mamme, papà e bambini). Uno show ricco di ospiti illustri dove sia Mina che Raffaella hanno il loro spazio personale l’una per cantare e l’altra per cantare e ballare. Non mancano le performance insieme dove le due primedonne eseguono momenti di spettacolo ad altissimo livello da sole o con grandi ospiti come Kramer, Monica Vitti, Erminio Macario, Nino Taranto, Adriano Celentano e Renato Rascel. Spettacolare è il numero musicale, interpretato da Mina, dalla Carrà e dalle Gemelle Kessler. Le quattro artiste si esibiscono in “So quel che sempre piacerà” dedicato rispettivamente ai movimenti sensuali di Raffaella, alla flessuosità delle mani di Mina ed alla disarmante simmetria dei passi di danza, eseguiti da Alice ed Ellen con le loro lunghissime gambe. La sigla iniziale “Din don dan”, affidata a Raffaella Carrà, entra ben presto in classifica. I titoli di coda scorrono, invece, sulle note della stupenda “Non gioco più”, firmata da Roberto Lerici e Gianni Ferrio ed interpretata da una fatale Mina, accompagnata all’armonica a bocca da Toots Thielemans. "Tutti volevano che fossimo rivali. E invece ricordo Mina con grande affetto. Le sere ci incontravamo a casa mia per grandi mangiate e lunghe partite di scopone. E' stata una splendida compagna di lavoro." (TV Sorrisi e canzoni, n° 2 - 1987)
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"SO QUEL CHE SEMPRE PIACERA' "
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