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TELEVISIONE > 2004 - SOGNI |
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2004 - Sogni |
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Condotto da Raffaella Carrà |
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Scenografia di Mario Catalano |
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Costumi di Gabriele Mayer |
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Regista delle storie filmate: Maurizio Amici |
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Produttore esecutivo: Roberto Pintini e Debora Profazi |
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Regia di Sergio Japino |
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Sigla iniziale: "Vuol dire crescere (Baldoni - De Stefani - Carella - Venditti) |
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Dall'Auditorium Rai del Foro Italico in Roma Raffaella Carrà conduce questo nuovo show, la cui idea nasce da un format francese dal titolo "Le rêve d’un jour". Il tema principale del programma è, come suggerisce il titolo stesso, il "sogno da realizzare". Ancora una volta grande spazio per le emozioni, protagoniste come in "Carramba che sorpresa", ma in modo diverso. Stavolta non ci si limita infatti a riunire persone lontane da troppo tempo, ma si realizzano, grazie all'aiuto di un complice, i sogni di persone comuni compresi quelli ritenuti irraggiungibili. Il nuovo varietà cavalca i desideri della gente comune: dalla ragazza che sogna di partecipare al gran ballo delle debuttanti, alla bambina che fantastica di farsi un bagno insieme ai delfini in un mare cristallino. Nel corso della trasmissione i telespettatori possono telefonare al numero in sovraimpressione, scegliendo un sogno tra quelli proposti, con la possibilità di poterne realizzare uno identico. In ogni puntata vengono trasmessi alcuni filmati relativi ai sogni che hanno potuto realizzare i telespettatori scelti dalla redazione Insomma, sogni piccoli e grandi che i telespettatori sperano di vedere avverare. Dice Raffaella durante l'allelistimento del programma: "Il progetto è a buon punto, ma devo essere tranquilla su tanti aspetti". Un fatto è certo: «Carramba che sorpresa!» non c' entra niente. Si tratta di un programma cosiddetto di «emotainment», una sorta di compromesso tra l'intrattenimento puro e lo spettacolo basato sulle emozioni delle persone e verranno accettate solo un certo tipo di proposte. Spiega Raffaella: «Qui non ospitiamo la ragazzina che sogna di cantare oppure di incontrare Michael Jackson o Bobo Vieri. Non avveriamo il sogno che può avere qualcuno di comprarsi una Ferrari, perché non ci interessa alimentare il consumismo. Soprattutto non raccontiamo storie di ricongiungimenti familiari. Cerchiamo invece quei sogni che si annidano negli angoli più segreti dell' animo» In questo programma Raffaella si limita a presentare,senza cantare nè ballare, ad eccezione della splendida sigla iniziale "Vuol dire crescere" scritta per Lei da Antonello Venditti. |
Intervista a Raffaella: Come nasce "SOGNI"? Come
nasce "Sogni"? |
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VUOL DIRE CRESCERE |
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